Dylan Dog Color Fest: Cover

Monday 30 June, 2014 22:00

E' stata finalmente annunciata e rivelata la versione definitiva della mia cover per Dylan Dog Color Fest. Posso quindi finalmente parlarne liberamente. La cover definitiva scimmiotta una tecnica fotografica, l'esposizione multipla, nello specifico la doppia esposizione. Con questa tecnica è possibile foto incidere due immagini sullo stesso negativo, creando direttamente in macchina degli effetti strabilianti. In sostanza le parti scure del primo scatto, diventano il supporto utile per il secondo. Giocando con una tecnica di silhouette e scatti dettagliati sovrapposti si possono ottenere delle immagini molto suggestive, dalla forte carica simbolica. Questa tecnica è antica come la fotografia stessa: grandi fotografi come Mapplethorpe o lo stesso Man Ray hanno creato scatti meravigliosi usando le doppie esposizioni. Questo suo essere senza tempo, non necessariamente digitale insomma, mi ha dato quel limite e quella ricchezza che cercavo da un punto di vista tecnico. Di sicuro una esposizione sarebbe stato un ritratto di Dylan. Facendo ricerche ho trovato dei ritratti stupendi realizzati con questa tecnica, in particolare i modernissimi lavori di Dan Mountford che mi hanno aperto la via.  

Riguardo al disegnare Dylan vi rimando a questo post qui dove ne ho parlato diffusamente. Avendo lavorato sui risvolti interiori e culturali di Dylan con la prima esposizione, per l'interno mi interessava esaltarne la parte più avventurosa. Ho provato a ricostruire un'immagine che tenesse dentro di se una serie di punti fermi, cinematografici, che fossero contemporanei alla nascita del personaggio: da Ghostbusters a Indiana Jones, fino allo Young Sherlock Holmes che ho sempre amato. Ho provato a disegnare un vero indagatore dell'incubo, un uomo coraggioso, che non ha mai smesso di avere paura e di essere affascinato come la prima volta che ha visto un fantasma. Che coglie ancora la bellezza di un evento così lontano dalla normalità, ed è la vera molla che lo spinge ancora nel suo, piuttosto singolare, lavoro. Mi piace l'idea di rappresentare l'interiorità di Dylan attraverso le sue esperienze, attraverso i ricordi che porterà per sempre dentro di se. Quante avventure incredibili deve aver vissuto un uomo così? Mi piacerebbe, incontrandolo, assorto per le vie di Londra, potergli leggere nel pensiero, perchè la testa di uno come Dylan dev'essere un posto piuttosto movimentato, anche mentre fa il biglietto per la metro.

Per gli appassionatissimi: nella gallery sotto trovate un po' di step di making of, e anche un paio di idee che sono state in lizza fino all'ultimo.